Levento
terroristico dell11 settembre in America ha determinato nella
coscienza di tutti una terribile realtà, la consapevolezza cioè
che questa straordinaria civiltà moderna non è poi così
sicura e appagante come essa stessa, fino a quel momento, si premurava
di farci credere. Nella civiltà del consumo e del benessere qualcosa
improvvisamente si è rotto: non starò qui a disquisire
sul fatto e nemmeno mi sogno di trovare al fatto logiche e spiegazioni
economiche o politiche, lascio questa incombenza a chi ha la competenza
e il dovere di farlo con maggiore competenza della mia.
Mi incuriosisce invece molto il tempestivo intervento di alcuni addetti
ai lavori nel mondo dellarte e mi proverò a capirne la
ragione. Il direttore del museo di arte moderna di Bolzano rilascia
una lunga intervista nella quale si dichiara sotto shock, dopo levento
americano, tale da fargli vedere improvvisamente la situazione dellarte
con luce nuova. Illuminato, parla di nuovo umanesimo, di figurazione
e realismo come guida al riscatto delluomo, parla di passi
indietro e di altre cose per me assai interessanti. La mia diffidenza
verso gli esperti darte è nota e quindi evito di rispolverare
inutili polemiche ma su alcuni concetti espressi da questo illustre
mi preme un chiarimento.
Condivido pienamente lopinione che il mondo dellarte moderna
così come evolve la sua strada fin qui scelta non porterà
a nessun futuro e già da molto tempo le manifestazioni ufficiali
della contemporaneità appaiono sterili, bottegaie e spesso foriere
di un vago sentore di morte, una morte intellettuale, un segno terribile
per la creatività, la noia! E questo accade non dall11
settembre 2001 ma perlomeno da quarantanni a questa parte. Perché
quindi aspettare questa tragica ricorrenza per esternare tutte quelle
preoccupazioni? E poi che significa fare un passo indietro? Conosco
molti storici ai quali una frase come questa metterebbe i brividi. Che
significato può avere una frase come nuovo umanesimo
e perché lo si lega ad un concetto di realismo? La
parola realismo in arte non significa nulla come la parola astrattismo.
Sono termini ad uso degli esperti ma che in arte sono prive di significato
così come nuovo umanesimo storicamente risponde ad un concetto
assai superficiale. Questa civiltà così come la conosciamo
e così come si espande lasciava fin dalle origini, almeno ai
più attenti, molti dubbi e assai più di qualche perplessità.
Fa male vedere che un fatto così tremendo e mostruoso possa costituire
occasione per quel triste gioco di protagonismo al quale nessuno riesce
a sottrarsi. Lo so è il prezzo che si paga per sostenere posti
e cariche importanti, curriculum chilometrici onde poter dire io
cero. Questo sistema scellerato e megalomane è pur
stato rappresentato da qualcuno e chi, se non quelli che fino ad oggi
hanno potuto godere sfrenatamente dei privilegi: critici, galleristi,
direttori di musei, artisti presenti in ogni dove, quei protagonisti
che per anni hanno calcato le cronache dellattualità, a
braccetto di mille intrighi rotti a qualsiasi compromesso, quegli stessi
dopo l11 settembre osano presentarsi alla pubblica opinione con
volti di rinnovata verginità professando con spudoratezza lappartenenza
a questo o a quel movimento pur che parli di natura di semplicità
di cose pulite. Aspetto ogni giorno nuovi proclami da vecchi protagonisti
e il mio disagio è forte perché non riesco a dimenticare
un vecchio proverbio che per loccasione mi torna insistentemente:
non si sputa nel piatto dove si mangia. Ma larte vive
di vita propria e per questo sa essere molto paziente: la storia servirà
il conto anche a questi! Rincorrere la contemporaneità è
in arte una grande idiozia, rincorrerla godendone i frutti è
per lartista una sciocchezza.
Scultore
MAURO DE CARLI
info@maurodecarliscultore.it
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